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Notizie Rassegna Stampa
6/1/12, 07:20 - 333 Visite
AS ROMA / CALCIO Cinema, circo, Zeman
E dunque arriva. «Sarà una Roma spettacolare e divertente» , è la promessa facile di Fenucci che conosce Zeman. Solo una preghiera: finiamola con il “luna-park”, più giusto chiamarlo “circo”. Parola di strepitosa bellezza, che ha dentro di sè la carezza dell’incanto e il brivido del rischio, ma soprattutto, sotto la tenda, l’idea di un mondo separato, irripetibile, di magia e di perdizione. Dove tutto gioca solidale per fare di te una donna cannone, spedirti in paradiso. Dove si vince solo per il fatto di essere stati ammessi. Se non vi piace circo, chiamatelo cinema. “Cinema Zeman”. Il cinema di Fellini, Kusturica, Bela Tarr, cinema fatto della stessa pasta dei sogni. Quando i sogni sono le nostre budella. Chiamatelo romanzo. “Romanzo Zeman”. C’è al mondo una faccia più kafkiana? Un praghese dalle risonanze più magiche? Zeman che torna alla Roma tredici anni dopo, una di quelle storie che accadono solo in letteratura e, quando per una volta accadono nella vita reale, non ci credi neanche se le vedi.
Sarà sempre domenica. Sarà una corsa ad abbonarsi. Ho personalmente sentito interisti, juventini, romanisti che vivono a Roma e si abboneranno, perché il circo boemo non ha colori, anche se il giallo e il rosso sono i colori che più gli donano e questo Zeman lo sa, lo “sente”. Lo sentono i romanisti. Per questo non si sono mai lasciati davvero, Zeman e tifosi giallorossi. Mi abbonerò anch’io, giuro, così, solo per il piacere di manifestare l’apprezzamento della bella favola con lieto fine incorporato, qualunque sia la fine. Sono stupito che arrivi Zeman, ma ero ancora più stupito che non arrivasse. Non sarà sfuggito a chiunque sia capitato di leggermi in questi ultimi due mesi. La domanda, sempre la stessa, nella baraonda dei nomi: perché non pensare a Zeman? Quale oscuro blocco? Sembrava a tanti di noi la soluzione più ovvia. Tanto più che il circo Zeman continuava a essere uno scandalo attivo, calcio di scandalosa bellezza, questa volta dentro e fuori le maglie del Pescara. Va dato atto a Baldini, Sabatini e a Fenucci d’aver accolto uno scomodo paradosso, osare la soluzione più facile e, allo stesso tempo, impossibile. Si discute troppo e vanamente di modelli calcistici. Che cosa accomuna gente tanto diversa come Mourinho, Guardiola, Bielsa, Zeman, il Bearzot di un tempo? Facile, il carisma. Tutti noi dedichiamo il nostro lavoro a qualcuno. Magari non lo sappiamo, ma è così. C’è sempre un’immagine, a volte chiara, altre volte più opaca, nello sfondo delle nostre azioni. Una dedica forte. I calciatori non sono diversi. Ragazzi traviati da mille cose, ma che non vedono l’ora di dedicare a qualcuno le loro imprese. Per questo, Mourinho è un grandissimo allenatore ( «Per lui sarei disposto a uccidere» , disse il mercenario Ibrahimovic). Per questo lo è Zeman. Basta ascoltare Francesco Totti quando parla di Zeman. C’è qualcosa di più lontano tra il mondo Totti e il mondo Zeman? Eppure. Miracoli grandiosi e sintesi del carisma. Una parola di Zeman, uomo Zen, ne vale cento di chiunque altro (nulla contro chiunque altro).
Zeman è anche plusvalore tecnico e dunque economico. Con lui, se sapranno abbandonarsi a lui, di questo si tratta, ragazzi ondivaghi o ancora “verdi” ma stracarichi di talento come Lamela su tutti, Bojan, Borini, Pjanic, lo stesso Osvaldo, aggiungo Viviani, Bertolacci, Caprari, Tallo, Verre, Piscitella, i due gemelli Ricci, Nego e Lopez, tutti da scoprire, passeranno dalla potenza all’atto, diventeranno dollaro sonante per la gioia non trascurabile dei bostoniani di là e dei banchieri di qua. Zeman è marketing applicato. Non parlo del tedioso marketing studiato a tavolino sulla traccia delle emozioni (poteva fare a meno Alex Del Piero, dopo il meraviglioso film dell’addio nel suo stadio in un tripudio di lacrime, presentarsi pochi giorni dopo, a trauma ancora vivo, con l’occhiale griffato e un tripudio di sorrisi plastificati?), ma delle conseguenze dell’amore. Se l’impresa era rilanciare il marchio Roma, chi meglio del carismatico boemo? Tutto da qui in poi parlerà di lui e con lui. Zeman ha risvegliato tutti, intellettuali e gente semplice, vecchie querce piantate sui ricordi e ragazzi pieni solo di pagine bianche. Unico inconveniente, due settimane fa scherzosamente ventilato oggi tragica realtà: da qui in poi, Trigoria avvolta in una nube tossica di fumo, tra Zeman e Sabatini.
Il Corriere dello Sport
asroma24.com
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